Monterosso nel XV secolo


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 24 giugno al 6 novembre 2022
A cura di Davide Tansini
“Monterosso nel XV secolo”. A cura di Davide Tansini

Stretto fra il mare e le ripide alture dell’Appennino ligure, Monterosso è uno dei borghi costieri del Levante ligure che nel XV secolo sono stabilmente soggetti alla Repubblica di Genova (le è legato sin dalla prima metà del Duecento).

Per la Superba il XV secolo è un periodo molto complesso e tumultuoso: è segnato da lotte politiche, congiure, rivolte, minacce esterne, guerre intestine e dedizioni a varie signorie (Valois, Paleologi, Visconti, Sforza, Valois-Orléans).

Queste vicende contrastano con i successi che la Repubblica ha riscosso tra la fine del Duecento e la prima parte del Trecento: azioni con cui si è guadagnata un posto di riguardo tra le potenze navali e commerciali del Mediterraneo centro-orientale e del mar Nero.

Dalla seconda metà del XIV secolo un assommarsi di congiunture poco favorevoli ha sensibilmente ridotto le fortune della Dominante, aprendo la strada a frequenti e concitate crisi, difficili da comprendere e seguire anche per gli stessi contemporanei.

Le faide tra i principali casati dell’oligarchia genovese (Adorno, Del Carretto, Doria, Fieschi, Fregoso, Guarco, Grimaldi, Spinola) sono rese ancor più intricate dai ripetuti interventi di entità politiche toscane, lombarde, piemontesi e francesi, che cercano di contenere le turbolenze della regione o di avvantaggiarsene.

Non è un caso che nell’area ligure il Quattrocento sia uno dei periodi meno amati e approfonditi dalla maggior parte degli storici, anche a causa di fonti documentarie non sempre consistenti o di facile accessibilità.

Fra tardo Medioevo e primo Rinascimento Monterosso non è situato lungo trafficati assi viari e non gode di una collocazione altamente strategica: il suo orizzonte economico e sociale (en pendant con quello visivo) appare concentrato sul proprio territorio, senza per questo ignorare ciò che avviene nel circondario.

L’abitato è al limite sud-est della zona appenninica su cui la famiglia Fieschi esercita una forte influenza. Nel sessantennio centrale del XV secolo il casato Fregoso egemonizza la bassa Lunigiana, appena oltre le Cinque Terre: arriva a estendere il proprio controllo anche sulla media val di Magra, sul golfo della Spezia e su parte della val di Vara.

Per tutto il Quattrocento quest’area è politicamente molto instabile. Qui la Superba deve fronteggiare diversi concorrenti: la Repubblica Fiorentina (sotto l’egida dei Medici), quella di Lucca, i Landi, i Malaspina, i Piccinino, gli Sforza e i Visconti, oltre che gli stessi Fieschi e Fregoso (più volte in conflitto con lo stato genovese).

La Communitas Montisrubei trae beneficio dall’onda lunga dei successi due-trecenteschi della Dominante, che in loco non smettono di far sentire il loro influsso fino al XV secolo inoltrato.

In questo periodo il borgo sta proseguendo il suo avvicinamento al mare e alle sue risorse: processo lungo e articolato che avviene sotto il profilo sia urbanistico sia economico.

Nel corso dei decenni l’abitato si trasforma. Si evolve dalla primigenia ambientazione collinare e sviluppa un originale connubio fra mare e terra: un equilibrio destinato a realizzarsi nell’Età Moderna e a divenire un tratto peculiare dell’identità monterossina.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 24 giugno 2022 – Aggiornato al 10 luglio 2022