Monterosso nel XV secolo


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 24 giugno al 6 novembre 2022
A cura di Davide Tansini
“Monterosso nel XV secolo”. A cura di Davide Tansini

Il contesto ambientale di Monterosso e delle Cinque Terre è un territorio aspro e accidentato, esteso fra la porzione orientale del mar Ligure e la dorsale appenninica che delimita verso sud-ovest il bacino della val di Vara.

Il clima è influenzato dalla presenza dei monti che corrono paralleli alla costa e presenta temperature miti anche d’inverno. Le correnti d’aria meridionali (più calde e umide) si scontrano contro il crinale montuoso (dove le temperature sono più fresche), rappresentando la causa principale della foschia e della piovosità.

La costa ha uno sviluppo frastagliato costituito da falesie e scogliere, in cui trovano posto numerosi anfratti e piccole baie, spesso allo sbocco dei corsi d’acqua principali (dal regime torrentizio: con portata minima in estate, massima in primavera e in autunno).

Questi scendono dal crinale appenninico per varie centinaia di metri, solcando un paesaggio a tratti molto impervio, la cui macchia alta è costituita prevalentemente da lecci, carpini e roverelle (oggi affiancati dal pino marittimo), mentre sul versante varese abbondano cerri, castagni e faggi.

I torrenti principali di Monterosso sono il Buranco, il Morione (presso il borgo antico), il Fegina e il rio Molinelli (nella parte centro-occidentale del territorio monterossino).

L’accentuata acclività della zona non è data dall’altitudine dei monti circostanti (la cima del Malpertuso, fra Monterosso, Pignone e Vernazza, raggiunge 815 metri) ma dalla loro vicinanza alla costa.

Quella di Monterosso, in particolare, presenta i tratti di spiaggia più ampi delle Cinque Terre, grazie anche alle correnti marine che lambiscono il tratto terminale del golfo racchiuso dal promontorio del Mesco.

Alla notevole varietà geologica del suolo monterossino (dove si alternano arenaria, ofioliti, marne, argilliti, serpentino e marmo rosso di Levanto) fanno da contrappunto i terrazzamenti in pietra che fasciano le coste delle colline, realizzati in massima parte con muretti a secco, caratteristici dell’area ligure.

Rustici e apparentemente semplici, si rivelano la chiave per eseguire e mantenere un insieme piuttosto complesso di opere (che include sentieri e canalizzazioni) necessarie alla gestione del territorio.

Dal basso Medioevo rappresentano per Monterosso un fondamentale strumento di sviluppo, che rende produttivo un ambiente non agevole (dove la cerealicoltura e l’allevamento su ampia scala sono impossibili) e favorisce la presenza agrumi, olivi, fichi, ortaggi e viti.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 24 giugno 2022 – Aggiornato al 10 luglio 2022