Monterosso nel XV secolo


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 24 giugno al 6 novembre 2022
A cura di Davide Tansini
“Monterosso nel XV secolo”. A cura di Davide Tansini

Genova riesce a svincolarsi dal dominio dei Visconti nel 1356, mentre il casato lombardo è impegnato a lottare contro una coalizione ispirata dal pontefice Innocenzo VI, comprendente l’imperatore Carlo IV di Lussemburgo, i Carraresi, gli Scaligeri, gli Este, i Gonzaga e i Paleologi.

Giostrando tra le forze in campo, la fazione cappellazza riesce a riportare sotto il controllo della Superba tutta la riviera da Sarzana a Monaco.

Nel 1363 il doge Simone Boccanegra muore: forse, è fatto avvelenare durante un complotto ordito dalle famiglie Adorno e Fregoso.

Negli anni seguenti, la Dominante recupera indirettamente terreno anche in Sardegna grazie all’azione di Brancaleone Doria, feudatario degli Aragona, e di sua moglie Eleonora d’Arborea.

Le tensioni con la Repubblica di Venezia si riacutizzano fra gli anni ’60 e ’70 del XIV secolo, causa il deteriorarsi dei rapporti con l’Impero Romano d’Oriente e con il Regno di Cipro (sotto la sovranità della stirpe Lusignano e appoggiato dallo stato veneto).

Questa situazione porta la Res Publica Ianuenesis a intraprendere una spedizione militare contro il potentato cipriota, che termina con la sconfitta di quest’ultimo e l’occupazione di Famagosta.

La vittoria della Dominante finisce per rafforzare lo spirito antigenovese dei Lusignano: il sovrano Pietro II ottiene il sostegno dei Visconti sposando una figlia di Bernabò, Valentina, e rinsalda i legami con la Serenissima, contro cui la Superba entra in guerra nel 1378.

Il conflitto si protrae fino al 1381. Dopo iniziali successi (la flotta genovese sconfigge quella veneziana a Pola, assedia e conquista Chioggia, penetra nella Laguna Veneta e minaccia la stessa Venezia), il corpo di spedizione ligure è sconfitto e costretto a abbandonare il mare Adriatico.

Entrambi i contendenti escono dalla vicenda prostrati dallo sforzo bellico e ciò favorisce i disegni espansionistici dei Visconti. In particolare, quelli di Gian Galeazzo, figlio di Galeazzo e nipote di Bernabò.

Con quest’ultimo condivide la signoria di Milano dal 1378 ed è anche suo genero, avendone sposato la figlia Caterina.

Nel 1385 Gian Galeazzo fa arrestare e incarcerare lo zio-suocero: probabilmente, lo fa anche avvelenare nel castello dell’odierna Trezzo sull’Adda.

Divenuto unico dominus del capoluogo lombardo, ottiene la proclamazione a duca di Milano. Per conseguire il titolo sborsa al re dei Romani Venceslao di Lussemburgo 200.000 fiorini d’oro (oggi sarebbero molte decine di milioni di euro).

Il sovrano milanese intraprende una serie di campagne militari che entro il 1402 lo portano a conquistare gran parte della Valpadana, Assisi, Perugia e Pisa, minacciando da vicino le repubbliche di Firenze e di Genova.

Negli anni ’90 del XIV secolo quest’ultima deve anche fronteggiare il dinamismo e la prossimità territoriale del casato francese dei Valois. Nel 1389, infatti, Asti è ceduta da Gian Galeazzo Visconti a sua figlia Valentina per le nozze con Luigi, duca d’Orléans e fratello del re di Francia Carlo VI di Valois.

Nel 1392 Savona fa atto di dedizione a Luigi, sottraendosi all’autorità genovese. Temendo il definitivo distacco della città dal capoluogo e un imminente attacco visconteo alla Liguria, il doge Antoniotto Adorno contratta la sottomissione dell’intera Repubblica alla signoria del sovrano transalpino, con la conservazione del Savonese fra i territori dipendenti dalla Superba.

Nel novembre 1396 il duxe abbandona la propria carica e, come da accordi, assume quella di governatore per conto del re: titolo che conserva fino al marzo dell’anno successivo. Ottiene anche una buonuscita di 40.000 fiorini (pari oggi a svariati milioni di euro) e la rendita di due castelli francesi.

I successivi governatori di Genova reggono la città in nome di Carlo VI fino al 1409. L’incarico più duraturo (ottobre 1401-settembre 1409) è quello affidato a Jean II Le Meingre detto Boucicault o Boucicaut, già maresciallo di Francia e fra gli uomini più ricchi e influenti del regno francese.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 24 giugno 2022 – Aggiornato al 10 luglio 2022