Monterosso nel XV secolo


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 24 giugno al 6 novembre 2022
A cura di Davide Tansini
“Monterosso nel XV secolo”. A cura di Davide Tansini

Una delle più note e strategiche roccheforti della zona attorno a Monterosso è Porto Venere, situata all’estremità sud del golfo della Spezia, di fronte all’isola Palmaria.

Una fortificazione è documentata nella prima metà del XII secolo: periodo in cui la Superba acquisisce il controllo dell’insediamento portovenerese dai signori di Vezzano, federandolo a sé per contrastare l’espansione della Repubblica di Pisa in Lunigiana.

Nella seconda parte del Duecento lo stato ligure promuove la progressiva sostituzione del fortilizio (situato sul promontorio dell’Arpaia, presso l’odierna spianata di San Pietro) con un nuovo complesso difensivo che congloba il centro abitato.

Il caposaldo si rivela di fondamentale importanza per assicurare alla Dominante il controllo del golfo spezzino, snodo cruciale che raccorda le rotte marittime della Liguria alla via Francigena e ai percorsi viari dell’Appennino.

Il centro diviene un simbolo delle fortune politiche della Compagna Communis, anche grazie alla devozione dei suoi abitanti verso la causa genovese.

Porto Venere stessa è un approdo sufficientemente sicuro e protetto, in grado di accogliere sia naviglio commerciale sia galee da guerra.

Nel 1411 il castrum Portusveneris con quelli di Falcinello, Lerici e Sarzanello è venduto dal re di Francia Carlo VI di Valois alla Repubblica Fiorentina per 8.400 fiorini d’oro (pari oggi ad alcuni milioni di euro). A capo del presidio per conto della Signoria sono inviati in successione Jacopo Gianfigliazzi, Francesco Baldovinetti e Andrea di Nardo Gargiolli da Settignano.

Assediato senza successo dalla flotta genovese, nel 1413 il castello di Porto Venere è acquistato insieme agli altri tre dalla Superba allo stesso prezzo di due anni prima.

Fra il 1421 e il 1426, durante la dominazione del duca di Milano Filippo Maria Visconti sul Genovesato, Porto Venere è uno degli otto presidi del Levante ligure sorvegliati da guarnigioni viscontee.

Ceduto al re Alfonso V d’Aragona nel medesimo 1426, undici anni più tardi è riportato sotto il controllo della Repubblica di Genova grazie all’intervento del doge Tomaso Fregoso.

Con il dominio del casato Sforza sullo stato ligure Porto Venere diviene sede di un presidio ducale fra il settimo e l’ottavo decennio del XV secolo. Nel 1472 sono castellani i milanesi Giovanni Antonio e Paolo Raimondi, al comando di diciassette paghe (ognuna corrisponde allo stipendio di un membro della guarnigione, effettivo o nominale).

A partire dalla seconda metà del Quattrocento una serie di interventi edilizi trasforma radicalmente l’aspetto del castello. Fra XVI e XVII secolo la struttura assume così la conformazione di fortezza bastionata che tuttora conserva.

Sino alla fine della Repubblica di Genova il fortilizio è utilizzato come caposaldo militare a difesa del golfo della Spezia.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 24 giugno 2022 – Aggiornato al 10 luglio 2022