Monterosso nel XV secolo


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 24 giugno al 6 novembre 2022
A cura di Davide Tansini
“Monterosso nel XV secolo”. A cura di Davide Tansini

In un opuscolo manoscritto il cancelliere della Repubblica di Genova Giacomo Bracelli riporta un sommario conteggio degli abitanti presenti nelle terre della Riviera di Levante, databile fra gli anni ’10 e ’20 del XV secolo.

Nel 1537 è stampata postuma la prima edizione dei Castigatissimi annali di Genova, redatti fra il 1531 e il 1536 dal vescovo di Nebbio Agostino Giustiniani (al secolo Pantaleone Giustiniani). Il prelato censisce nella sua opera i fuochi presenti nelle località liguri: cioè, le singole unità familiari che fra Medioevo ed Età Moderna sono soggette a fiscalità (generalmente, corrispondono a quattro o cinque individui).

Pur approssimate, queste informazioni sono utili per comprendere la demografia di un territorio come la Riviera ligure di Levante nel XV secolo.

In base ai dati forniti dai due scrittori, il borgo di Monterosso risulta avere più di 300 abitanti all’inizio del Quattrocento e 540 negli anni ’30 del XVI secolo (120 fuochi con un moltiplicatore di 4,5), destinati a crescere fino a 796 nel 1587 e a circa 900 nel 1658.

Di dimensioni minori sono Camogli (150 individui per Bracelli contro 315 desunti dai numeri di Giustiniani), Corniglia (200 contro 225) e Manarola (100 contro 225).

Per la valle di Levanto il cancelliere indica 1.200 abitanti, saliti a 1.650 all’epoca dei Castigatissimi annali di Genova.

Anche Santa Margherita Ligure conosce un aumento proporzionalmente simile (da 300 a 450).

Più consistenti sono le crescite di Moneglia (da 1.000 a 1.800), Rapallo (da 800 a 1.350) e Vernazza (da 400 a 585).

Ancor più decise quelle di Framura (da 700 a 3.406), Lerici (da 300 a 1.350), Porto Venere (da 300 a 900), Portofino (da 150 a 900), Recco (da 500 a 1.683) e Riomaggiore (da 100 a 540).

Rimangono sostanzialmente stabili Sestri Levante (da 800 a 900) e Zoagli (da 200 a 225).

Secondo lo scritto di Giacomo Bracelli gli insediamenti di dimensioni maggiori sono Chiavari (2.500 abitanti del centro, 5.500 nell’intera podesteria chiavarese) e La Spezia (300 individui fra le mura, 2.000 nella podesteria).

Nel pieno Medioevo e prima dei decisi interventi politici e militari avviati dalla Repubblica di Genova, la zona litoranea dello Spezzino è poco popolata.

Gli insediamenti si concentrano nella val di Vara e nell’entroterra della Lunigiana, anche per ridurre i pericoli di incursioni navali.

Per esempio, nell’860 Luni è saccheggiata dai predoni vichinghi al comando di Hastein, giunti nella città ligure via mare. Nel 935 Genova è vittima di un’incursione di Saraceni, che fra l’889/890 e il 973/983 mantengono una base in Provenza: conosciuta con il nome arabo di Jabal al-qilâl, è chiamata Fraxanetum (ora nel territorio di La Garde-Freinet).

Il carattere impervio dei luoghi non favorisce la cerealicoltura e questo concorre a rendere evidente il divario demografico con numerosi centri situati in luoghi più fertili o commercialmente strategici del centro-nord Italia.

Non esistono censimenti sistematici per il XV secolo: tanto più che in 100 anni di storia, da un capo all’altro del Quattrocento, i mutamenti demografici possono essere consistenti a causa di migrazioni, guerre, pestilenze e carestie. Tuttavia, alcune cifre di massima aiutano a tratteggiare un quadro di riferimento.

Fra i centri più piccoli: Barga, San Colombano al Lambro e Sant’Angelo Lodigiano 1.000 abitanti circa; Merano 1.300; Castelleone, Domodossola, Noale, Pizzighettone e Voghera 3.000; Bormio, Bra, Casalmaggiore, Pescia e Soncino 4.000; Castiglion Fiorentino, Gandino, Poggibonsi e Treviglio 5.000.

Fra le città e le sedi vescovili (o divenute tali durante l’Età Moderna): Bolzano 2.000 abitanti circa; Pontremoli 3.000; Torino 4.000; Fossano 5.000; Crema 5-10.000; Parma 10-20.000; Cremona e Verona 15-20.000; Vigevano 6.000.

Quanto ad alcuni fra i maggiori centri europei, si possono stimare questi dati: Palermo 30-40.000 abitanti; Bologna, Firenze, Mosca e Roma 40-50.000; Genova 50-70.000; Londra e Venezia 70-100.000; Milano 100.000; Napoli 150.000; Parigi 200-250.000.

Inoltre, Il Cairo può vantare 300-400.000 abitanti e Pechino circa 1.000.000.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 24 giugno 2022 – Aggiornato al 10 luglio 2022