Monterosso nel XV secolo


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 24 giugno al 6 novembre 2022
A cura di Davide Tansini
“Monterosso nel XV secolo”. A cura di Davide Tansini

Durante il basso Medioevo, il Rinascimento e l’Età Moderna, Monterosso e le Cinque Terre cercano di creare un equilibrio fra i due principali elementi che costituiscono l’essenza del loro paesaggio: la terra e il mare.

Un giudizio superficiale imporrebbe che nel corso della propria storia una comunità situata in prossimità del mare abbia sempre e necessariamente sfruttato appieno le risorse sia terrestri sia marine per trarne il proprio sostentamento.

In realtà, l’insediamento medievale di Monterosso si sviluppa a partire dall’area collinare: solo nel corso del tempo si avvicina per gradi alla costa, interagendo con il mare in modo via via più significativo.

Se da un lato la collocazione litoranea offre la possibilità di praticare pesca, traffici e commerci (talvolta, anche la pirateria), d’altra parte può presentare alcuni problemi.

A cominciare dall’esposizione a incursioni di corsari e predoni, che per vari secoli minacciano le coste liguri.

Uno degli episodi più noti è quello di Luni, saccheggiata nell’860 da una spedizione vichinga al comando di Hastein. Genova è attaccata e depredata nel 935. Rapallo è aggredita nel 1549.

A Monterosso tocca nel 1544: in quell’anno subisce l’attacco dell’ottomano Turghud (o Dragut) Alì, che fa razzia nel borgo portandovi via numerosi prigionieri.

Lo scarso popolamento della costa durante il Medioevo centrale è un aspetto che caratterizza l’intero Spezzino: gran parte degli abitanti si concentra nelle valli interne, dove i feudatari locali (che fondano il loro potere sullo sfruttamento dei diritti legati alle terre e ai pedaggi) hanno maggiori interessi.

Non è un caso che l’antropizzazione delle Cinque Terre trovi un valido propulsore con l’avvento della Repubblica Di Genova, a partire dal XIII secolo.

La Superba ha i mezzi, gli uomini, la struttura logistica e amministrativa per utilizzare efficacemente le acque del mar Ligure.

Favorendo lo sviluppo dei borghi costieri, crea non solo un dominio ma anche una rete di supporto adatta alle proprie esigenze militari e commerciali: così, sottrae territori e risorse umane ai signori dell’entroterra, riducendone l’influenza e la capacità d’azione.

D’altra parte, una tradizione marinara non si costruisce da un giorno all’altro, anche perché necessita di non indifferenti risorse materiali e umane (personale specializzato per i vari compiti).

La costruzione e il mantenimento del naviglio richiedono precisi beni (come legno, ferro, tele, cordami e pece) che debbono essere reperiti per mezzo di tratte commerciali oppure in loco.

La zona di Monterosso ha una connotazione morfologica e climatica che rende difficoltosa la produzione agricola e silvicola senza specifici interventi (per esempio, il terrazzamento con muretti a secco).

Anche il reperimento di legna per uso domestico può rappresentare un problema.

Si comprende perciò l’importanza che i Capitula seu statuta approvati nel 1409 attribuiscono alle risorse boschive presenti nella porzione di territorio monterossino oltre il crinale del monte Soviore: qui le condizioni ambientali favoriscono la presenza di castagni, cerri e faggi, che divengono un supporto importante per la comunità.

Gli stessi Capitula impongono notevoli divieti e limitazioni per l’esportazione di legno, cereali, prodotti orticoli e beni alimentari in genere.

Delle ottantatré rubriche che compongono gli antichi statuti monterossini ben trentanove riguardano norme di questo tipo, compresi precetti molto precisi e stringenti sul taglio delle essenze.

Viceversa, la pesca occupa una posizione numericamente più ridotta fra le attività descritte nei Capitula (quattro rubriche su ottantatré) ma è anche quella meno problematica.

In particolare, il pesce è insieme al vino fra i pochi prodotti locali su cui non è imposto il divieto di esportazione: quest’ultima, anzi, è esplicitamente prevista, lasciando intuire rese di una certa rilevanza.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 24 giugno 2022 – Aggiornato al 10 luglio 2022