Monterosso nel XV secolo


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 24 giugno al 6 novembre 2022
A cura di Davide Tansini
“Monterosso nel XV secolo”. A cura di Davide Tansini

Il castello di Levanto sorge al limite sud del centro abitato, a venticinque metri circa sopra il livello del mare su una delle propaggini del monte Focone.

L’odierna struttura, che domina il borgo antico, è costituita da un corpo di fabbrica a forma irregolare lungo quaranta metri circa, delimitato da cinque fronti murari. Al centro, verso sud-est, è collocato un robusto torrione a pianta circolare.

Al limite nord della struttura una torre passante a base quadrangolare permette l’ingresso a una terrazza allungata per una trentina di metri verso il borgo.

Il fortilizio è anche il punto di raccordo della cerchia muraria levantese, i cui fronti meridionali superstiti convergono ancor oggi verso il caposaldo.

Il sito è forse identificabile con la struttura difensiva citata per la prima volta nel 1165 e attestata nel secolo successivo sotto la denominazione di castello di Monale.

La fisionomia dell’odierna fortezza deriva da una ristrutturazione operata nel XVI secolo dalla Repubblica di Genova, che ammoderna l’edificio come caposaldo destinato all’uso delle armi da fuoco (i corpi murari ospitano diverse feritoie per l’artiglieria, si configurano a saliente, sono alquanto spessi e presentano una sensibile scarpatura).

Le informazioni sull’aspetto del fortilizio nelle epoche precedenti sono scarse, a causa delle lacune documentarie e dei restauri, che nel Cinquecento obliterano le architetture più antiche.

Nel XV secolo è dotato di almeno una torre, che costituisce l’elemento principale delle difese. Anzi, il castello stesso è identificato come la «torre»: indizio che le altre strutture del caposaldo hanno uno sviluppo contenuto.

Durante la dominazione viscontea è sede di un presidio agli ordini di un castellano nominato dal governo milanese. La cosa si ripete fra il 1464 e il 1470, quando la signoria sforzesca sceglie quale comandante lo stesso podestà di Levanto.

Dal 1470 la castellania levantese è concessa alla comunità locale, che nomina un sottocastellano o un custode per il presidio del fortilizio.

Dopo le trasformazioni cinquecentesche, il castello diviene sede del capitano di Levanto dal 1637 ed è in seguito impiegato come prigione.

Alienato dal novero delle strutture militari, nel XIX secolo diviene proprietà privata ed è tuttora utilizzato come residenza.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 24 giugno 2022 – Aggiornato al 10 luglio 2022