Monterosso nel XV secolo


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 24 giugno al 6 novembre 2022
A cura di Davide Tansini
“Monterosso nel XV secolo”. A cura di Davide Tansini

Tradizionalmente, gli itinerari terrestri trovano alle Cinque Terre notevoli ostacoli nel loro sviluppo, a causa della morfologia del territorio.

Ciò concorre a determinare per le comunità di quest’area un certo grado di isolamento (o una fama di isolamento) che attraversa gran parte della loro storia.

In realtà, la zona fra punta Mesco e punta Montenero è solcata da un reticolo di sentieri che, seppur non sempre agevoli, la collega con il resto del Levante ligure.

Un’importante direttrice è quella che raccorda il golfo della Spezia al passo del Bracco, proseguendo da lì verso Genova.

Questo percorso segue il crinale montuoso che separa la costa dalla val di Vara, diramandosi verso le località dei comprensori prossimi al suo tracciato.

Tale itinerario tocca la zona di Carpena, che fra il 1273 e il 1371 contende alla Spezia il primato come centro amministrativo della zona. Probabilmente, è quello utilizzato nel 1411 dal capitano Antonio Doria per assaltare da Vernazza l’abitato carpenese.

Il monte Soviore rappresenta uno snodo rilevante di questo tracciato. Da lì verso nord-est si stacca la via in direzione di Pignone, mentre fra il santuario e la colla di Gritta si articolano i percorsi verso Monterosso, Merlara, il complesso della Maddalena e Levanto (passando vicino alle località di Chiesa Nuova, Legnaro e Fontona).

Altri sentieri uniscono il centro monterossino a Vernazza (verso est), a Fegina e al convento di Sant’Antonio al Mesco (verso ovest).

La rete di questi itinerari interagisce con i percorsi più trafficati fra Vara, Magra e Taro: per esempio, la via Francigena (detta anche Romea o di monte Bardone) o la via di Bardi (che da lì si dirama verso l’alta Valtaro e verso Chiavari).

I principali crocevia sono ubicati ad Aulla, Berceto, Borgotaro, Brugnato, Ceparana, Godano, Padivarma, Pontremoli, Santo Stefano, Sarzana e Varese.

A questi si aggiungono Ameglia, La Spezia, Lerici, Levanto, Porto Venere e Vernazza, che costituiscono i maggiori approdi dello Spezzino e fondamentali connessioni con le strade dell’entroterra.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 24 giugno 2022 – Aggiornato al 10 luglio 2022