Monterosso nel XV secolo


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 24 giugno al 6 novembre 2022
A cura di Davide Tansini
“Monterosso nel XV secolo”. A cura di Davide Tansini

Le terre che la Repubblica di Genova controlla lungo la Riviera di Levante nel XV secolo sono suddivise in varie ripartizioni amministrative, che hanno come unità di riferimento le podesterie.

Ciascuna zona affidata a un podestà può comprendere diversi abitati del circondario e, a sua volta, risponde alla sede capitaneale (o vicariale) di riferimento: a est di Genova sono quelle di Chiavari e della La Spezia, mentre Sarzana è soggetta alla Superba negli anni 1407-1421, 1484-1487 e dal 1496.

Levanto, invece, si aggiunge alla lista dei capitanati della Riviera orientale solo nel 1637.

Le podesterie sottoposte alla Dominante sono ubicate principalmente lungo la costa, dove il governo repubblicano ha maggiori possibilità controllarle.

Accanto a loro, soprattutto nell’entroterra, ne esistono altre appannaggio di signorotti e feudatari locali, che detengono il privilegio di nominare ufficiali di loro gradimento, egemonizzando così la vita politica e amministrativa del territorio.

In certi casi, è lo stesso signore a essere titolare della podesteria e delega lo svolgimento effettivo delle mansioni a un vicario. È il caso di Levanto, il cui ufficio è accordato a Gian Filippo Fieschi fra il 1454 e il 1457.

La distribuzione di queste istituzioni cambia in modo anche significativo nel corso del tempo: in base all’importanza strategica del luogo, ai commerci che vi si svolgono, al numero di persone che la popolano e ai casati che vi esercitano l’influenza.

Talvolta, i mutamenti seguono fatti traumatici. Per esempio, accade nel 1371 con la distruzione di Carpena: la demolizione dell’abitato è eseguita dagli spezzini dietro assenso della repubblica genovese, che fa trasferire le funzioni amministrative della locale podesteria nell’odierno capoluogo.

Con il passare degli anni alcuni uffici podestarili divengono pressoché nominali e onorifici; altri, invece, sono aboliti o accorpati.

Avviene alle Cinque Terre, dove le quattro località più orientali sono riunite in due podesterie negli anni ’60 del Quattrocento, durante il primo dominio sforzesco: Riomaggiore con Manarola (cosa verificatasi anche nel 1454) e Corniglia con Vernazza (assetto che coincide con quello degli odierni territori comunali).

Nel 1466 sedi ufficiali soggette a Genova sono documentate a Recco, Rapallo, Chiavari (con titolo di capitanato), Sestri Levante, Moneglia, Framura, Carro e Castello, Levanto, Monterosso, Vernazza, Corniglia (unita alla precedente), Manarola (che accorpa la seguente), Riomaggiore, La Spezia (con titolo di capitanato), Vezzano, Arcola e Trebiano.

Figurano inoltre Castiglione e Lagorara, che corrispondono all’odierna Castiglione Chiavarese e alla val Lagorara nel territorio di Maissana: all’epoca sono sotto la tutela fliscana, pur rispondendo alla Dominante.

Sono probabilmente nominali le podesterie di Tivegna, Polverara, Biassa e Corvara. Quest’ultima, abolita nel 1458 dal governo genovese, è però presente negli anni ’60 all’interno della documentazione sforzesca.

Gli uffici di Vezzano, Arcola, Trebiano e Lerici (con i relativi stipendi) sono ceduti nel medesimo 1458 dalla repubblica al signore di Sarzana Ludovico Fregoso come pegno per un cospicuo pagamento dovuto a lui e al cugino Pietro Fregoso in seguito alla dedizione di Genova al re di Francia Carlo VII di Valois.

Ameglia e la sua podesteria, invece, sono soggette in quel periodo al controllo diretto di Francesco Sforza in quanto signore del luogo.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 24 giugno 2022 – Aggiornato al 10 luglio 2022