Monterosso nel XV secolo


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 24 giugno al 6 novembre 2022
A cura di Davide Tansini
“Monterosso nel XV secolo”. A cura di Davide Tansini

In qualsiasi epoca storica è frequente imbattersi in individui che “gufano” contro altri, confidando nella malasorte di questi ultimi per potersene avvantaggiare.

Accade tra la fine del 1494 e l’inizio del 1495 al varesotto Leone Tatti, castellano della fortezza di San Giorgio e capitano dell’arsenale della Spezia.

Il duca di Milano Ludovico il Moro ripone fiducia nella sua «fidelità, virtute e vigilantia» di questo connestabile al servizio sforzesco.

Dal novembre 1494 Leone è affetto da «grave infirmità». Non si conosce la malattia che lo affligge ma la sua situazione è seria, perché il comandante del Castelnuovo di Pontremoli, Giovanni Antonio Todesco da Iseo, comunica il fatto al sovrano milanese.

L’interesse dell’ufficiale non si limita alla normale sorveglianza e raccolta di informazioni che ogni castellano è chiamato a compiere sul territorio circostante al fortilizio di cui è custode.

Giovanni Antonio afferma candidamente di avere «la speranza» che alla morte o alla rimozione di Leone il duca riservi gli incarichi vacanti a lui stesso e a suo fratello Corrado.

Il motivo è la maggiore rimuneratività degli uffici spezzini: quattordici fiorini mensili (sette per la fortezza di San Giorgio e sette per l’arsenale: oggi sarebbero diverse decine di migliaia di euro annue) contro i tre del Castelnuovo pontremolese.

Leone Tatti muore prima del 25 gennaio 1495, innescando una competizione per accaparrarsi le sue cariche ora libere.

Giovanni Antonio e Corrado non sono infatti gli unici a desiderare i due comandi spezzini. Loro concorrenti sono Pietro e Lorenzo Reghini di Pontremoli.

Già castellani della roccaforte di Biguglia in Corsica, sono identificabili con «alcuni pontremulesi» che nello stesso gennaio 1495, dopo la morte del connestabile varesotto, domandano a Ludovico il Moro la concessione degli uffici vacanti alla Spezia.

Sono proprio loro a spuntarla: il 10 febbraio il duca di Milano assegna a Pietro e Lorenzo la castellania della fortezza di San Giorgio e il capitanato dell’arsenale.

La scelta del sovrano non si rivela felice. Poco più di quattro mesi dopo, il 19 giugno, Pietro e Lorenzo Reghini tradiscono Ludovico il Moro: consegnano i presidi loro affidati al re Carlo VIII di Valois, impegnato a far rientrare la propria armata dal Regno di Napoli in Italia.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 24 giugno 2022 – Aggiornato al 9 luglio 2022