Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 26 novembre 2021 al 27 marzo 2022
A cura di Davide Tansini
“Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)”. A cura di Davide Tansini

Una superficiale descrizione dell’odierna Lunigiana potrebbe limitarsi a segnalare questo territorio come la valle del fiume Magra, che digrada verso il mare lungo il versante tirrenico dell’Appennino compreso fra Liguria di Levante, Emilia e alta Toscana.

Piuttosto ampio a monte, questo bacino vallivo si restringe sensibilmente a circa due terzi della sua lunghezza (zona Stadano/Lame), per poi riguadagnare qualche chilometro di ampiezza nella parte finale.

Dopo aver ricevuto le acque di vari tributari (Verde, Teglia, Caprio, Mangiola, Geriola, Bagnone, Osca, Taverone, Aulella e Vara tra i principali), il corso del fiume Magra sfocia nel mar Ligure poco a est di punta Corvo.

In realtà, una descrizione di questo genere non terrebbe conto della notevole ricchezza geologica e bioantropica che caratterizza la Lunigiana.

Il territorio lunense presenta infatti una morfologia che spazia dai paesaggi costieri, pianeggianti e precollinari della parte esterna alla collina (il rilievo prevalente) e alla montagna della zona interna.

In questa terra di foresta e macchia mediterranea si affiancano insiemi naturali piuttosto diversificati: quelli del litorale, della palude (specie nel passato), del bosco, fino ai prati di alta quota.

Il corrispettivo antropico di tutto ciò è uno stanziamento molto condizionato dall’andamento dei crinali, dei torrenti e dei promontori.

Nel passato questo tipo di insediamento fa dei poggi i principali riferimenti abitativi e si affida diffusamente alla silvicoltura, oltre che alle coltivazioni nelle aree pianeggianti e sui declivi collinari (anche grazie a sistemi di terrazzamento piĆ¹ o meno complessi).

L’estremo nord della Toscana vede imperniarsi lungo il fiume Magra uno dei più noti itinerari stradali d’Europa: l’antica via Francigena, nel tratto fra il passo della Cisa e il confine con la Versilia.

Un tragitto piuttosto impegnativo: soprattutto attorno al valico dell’Appennino, dove i fasci stradali si raccordano a quelli di percorsi meno celebri ma importanti.

Questi uniscono la Toscana del nord ai territori limitrofi utilizzando gli altri passi che coronano l’alta Lunigiana (Brattello, Calzavitello, Cirone e Due Santi).

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 26 novembre 2021 – Aggiornato al 27 dicembre 2021