Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 26 novembre 2021 al 27 marzo 2022
A cura di Davide Tansini
“Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)”. A cura di Davide Tansini

Con il trattato di Ferrara del 1428 il duca di Milano Filippo Maria Visconti (che dal 1421 è anche signore di Genova), figlio di Gian Galeazzo e fratello di Giovanni Maria, si impegna con le repubbliche di Venezia e di Firenze a non intromettersi negli affari politici della Toscana.

Questo, però, non gli impedisce di preparare sul versante nord dell’Appennino un nuovo conflitto contro lo stato gigliato.

Il biennio 1428-1429 vede il sovrano milanese rafforzare le proprie posizioni nella zona della Valtaro, che insieme alla Lunigiana è l’accesso privilegiato alle terre toscane.

Il duca intende sfruttare a proprio vantaggio le ambizioni del suo principale condottiero, l’umbro Niccolò Piccinino, che freme per ottenere maggior prestigio (anche territoriale) all’interno dei domini viscontei.

Inoltre, Filippo Maria vuole ridurre il potere delle signorie feudali stanziate nell’area appenninica, che hanno raggiunto livelli di particolarismo e radicamento territoriale tali da potersi considerare quasi stati autonomi, difficilmente controllabili dall’autorità ducale.

Almeno dal 1421 una castellania milanese è insediata nella rocca di Belvedere, che domina la Valparma, già feudo del casato Terzi; altre sono testimoniate lungo la Valtaro presso i castelli di Berceto nel 1425 e di Belforte nel 1427, sottratti rispettivamente ai Rossi e ai Sanvitale.

Alla fine del 1429 la Repubblica Fiorentina muove guerra contro la ribelle Volterra e contro Lucca, città schierata in precedenza con il Ducato di Milano.

Numerose località lunigianesi che fanno capo allo stato lucchese sono occupate dalle truppe di Firenze e dei suoi accomandati locali, appartenenti ai lignaggi dei Malaspina.

Così, il signore lucchese Paolo Guinigi chiede l’aiuto di Filippo Maria Visconti che nella tarda primavera successiva coglie l’occasione per inviare in Toscana (previo un apparente congedo) uno dei suoi migliori capitani: Francesco Sforza.

Diretto a Lucca, il condottiero sforzesco transita nel Pontremolese all’inizio dell’estate, seguito poche settimane dopo da un altro condottiero visconteo, Niccolò Piccinino.

Quest’ultimo è mandato nella zona per ridimensionare la presenza dei conti di Pellegrino e dei Fieschi, passati nel fronte opposto a Milano.

Le truppe di Niccolò si impadroniscono di Pellegrino Parmense, Borgo Val di Taro, Varese Ligure e nel novembre tentano di conquistare Pontremoli, che resiste però all’assalto.

Il passaggio di Francesco Sforza tra le fila fiorentine e una sollevazione a Lucca (forse, entrambi organizzati dallo stesso duca di Milano) portano alla deposizione e all’arresto di Paolo Guinigi.

Il ripristino del regime repubblicano vede la conferma della lega con Milano e l’avvio di trattative per un’alleanza con Genova, in funzione antifiorentina.

Nel dicembre 1430 l’armata di Niccolò Piccinino riesce a sconfiggere le truppe gigliate nella valle del fiume Serchio, guadagnandosi mano libera per agire in Lunigiana contro i presidi fiorentini e malaspiniani.

Il suo esercito conquista Nicola, Carrara, Moneta, Ortonovo, Fivizzano e diverse altre località, quindi nel marzo 1431 si presenta davanti a Pontremoli. Il centro abitato è preso manu militari, mentre le guarnigioni dei castelli capitolano entro breve tempo.

Dopo 27 anni di dominio fliscano, il condottiero ripristina così la signoria viscontea su Pontremoli.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 26 novembre 2021 – Aggiornato al 27 dicembre 2021