Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 26 novembre 2021 al 27 marzo 2022
A cura di Davide Tansini
“Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)”. A cura di Davide Tansini

La rilevanza strategica della Lunigiana attira fin dall’inizio del XV secolo l’interesse espansionistico della Repubblica Fiorentina.

Protratta nel corso di molti decenni, l’azione della Signoria toscana tende ad acquisire il controllo delle località inizialmente in modo sporadico, sfruttando l’occasione del momento: talvolta manu militari o, più spesso, per via diplomatica, grazie a patti stipulati con i feudatari locali (soprattutto i Malaspina dello Spino Fiorito).

Dal 1404 al 1449 lo stato gigliato sottoscrive accordi con i membri dei lignaggi di Verrucola (o Fivizzano), Castiglione del Terziere, Fosdinovo, Olivola, Malgrate, Lusuolo, Villafranca, Bagnone e Treschietto.

Dapprima sono accolti come alleati o accomandati della Repubblica; poi, cedono fette via via più ampie delle loro prerogative amministrative; quindi, divengono de facto sudditi della Repubblica, inquadrati come amministratori, comandanti o nobili senza incarichi politici.

La Signoria riceve la dedizione delle odierne località aullesi di Albiano Magra, Caprigliola e Stadano Bonaparte nel 1404.

Due anni dopo è la volta di Nicola, mentre nel 1418 si consegnano al dominio di Firenze Codiponte, Vinca, Casciana e Monzone.

Massa, invece, è tolta allo stato lucchese nel 1437 e nel decennio seguente si sottomette al marchese Giacomo Malaspina, accomandato nelle cui mani la Repubblica pone anche la custodia di Castiglione del Terziere prima del marzo 1448.

Di breve durata è il dominio fiorentino su Porto Venere, tenuta dal 1411 al 1413.

Alla metà del XV secolo Codiponte è il centro di riferimento dello stato gigliato in Lunigiana, sede di una podesteria retta da un notaio.

Nel 1450, grazie all’aiuto militare prestato da Francesco Sforza tramite suo fratello Alessandro, la Signoria toscana riesce a sottrarre Castiglione del Terziere a Giacomo Malaspina e nell’anno successivo vi insedia un proprio castellano. In seguito, Castiglione diviene sede di un capitanato.

La congiura ordita nel 1471 contro Galeotto Fregoso, signore de facto di Virgoletta e accomandato degli Este, offre il destro al governo fiorentino per far decadere i marchesi Malaspina di Bagnone dalle loro prerogative e incamerare il loro feudo.

Nel 1478 è la volta di Fivizzano, i cui abitanti si consegnano alla Repubblica dopo la morte dell’ultimo marchese malaspiniano, Spinetta.

Il caso più noto riguarda Sarzana, feudo del casato Fregoso fra gli anni ’20 e ’80 del Quattrocento.

Il capoluogo della bassa Lunigiana è occupato in un primo tempo nel 1468, perso undici anni più tardi, conquistato di nuovo nel 1487 dopo un conflitto combattuto contro la Repubblica di Genova (la cosiddetta guerra di Sarzana) e tenuto fino al 1494.

La plurisecolare azione intrapresa da Firenze a partire dal XV secolo (dapprima come Repubblica, poi come Ducato e Granducato sotto l’egida della famiglia Medici) e i suoi confronti/scontri con la Repubblica di Genova, con il Ducato di Milano e con quello di Parma e Piacenza sono alla base dell’odierna situazione amministrativa, che vede gran parte della Lunigiana accorpata alla Toscana.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 26 novembre 2021 – Aggiornato al 27 dicembre 2021