Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 26 novembre 2021 al 27 marzo 2022
A cura di Davide Tansini
“Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)”. A cura di Davide Tansini

Una fra le più antiche definizioni dei confini pontremolesi risale a un diploma concesso nel 1167 dall’imperatore Federico Barbarossa.

Nel documento i limiti della giurisdizione seguono il crinale appenninico dal monte Gottero al passo del Cirone, mentre nella parte verso valle si attestano lungo i corsi dei torrenti Teglia e Caprio, le cui foci distano meno di mezzo chilometro l’una dall’altra.

Questa zona d’influenza subisce nel corso degli anni modificazioni anche consistenti, ampliandosi e contraendosi sia a nord sia a sud dello spartiacque montano.

Mentre la comunità di Zeri è costantemente legata a Pontremoli, Grondola passa più volte sotto il controllo del Comune di Parma, che ancora alla metà del XV secolo contende ai Pontremulenses la supremazia sull’abitato.

Rocca Sigillina, invece, è disputata sia con i Parmensi sia con i Malaspina. Proprio per il tramite malaspiniano nel Quattrocento la località finisce stabilmente nell’orbita fiorentina.

Nel XV secolo e per vari decenni a seguire la linea Teglia-Caprio rappresenta il confine meridionale del Ducato di Milano.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 26 novembre 2021 – Aggiornato al 27 dicembre 2021