Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 26 novembre 2021 al 27 marzo 2022
A cura di Davide Tansini
“Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)”. A cura di Davide Tansini

Il decennio della dominazione di Filippo Maria Visconti su Pontremoli, fra il 1431 e il 1441, vede il duca di Milano e il condottiero Francesco Sforza giocare una partita diplomatica e militare destinata ad avere grandi ripercussioni sui successivi assetti di potere nella Penisola.

Dal 1425 il sovrano milanese incappa in una serie di rovesci che causano al suo stato la perdita di vari territori: nel 1426 gli è sottratta Brescia, l’anno successivo è costretto a cedere Vercelli e nel 1428 Bergamo, mentre nel 1436 Genova si ribella al dominio visconteo.

I suoi principali oppositori sono le repubbliche di Venezia e di Firenze e il papato retto da Eugenio IV; inoltre, deve subire l’ostilità o l’ambiguità di varie signorie feudali come quelle dei Fieschi e dei Rossi.

Suo alleato è invece il re d’Aragona e di Sicilia e Alfonso di Trastámara, pretendente al trono di Napoli. Inizialmente il duca milanese ne è avversario, tanto che nel 1435 lo sconfigge e lo fa prigioniero durante la battaglia navale di Ponza; poi, Filippo Maria Visconti cambia schieramento, lo libera e lo sostiene nell’acquisizione del regno napoletano.

Molto abile a sfruttare vantaggiosamente l’intricata situazione italiana è Francesco Sforza. Ormai al comando di una fra le più grandi ed efficienti compagnie mercenarie d’Italia, il figlio di Muzio Attendolo costituisce un cospicuo dominio personale fra Marche e Abruzzo, con cui consolida la propria reputazione di condottiero.

Diventato egli stesso potenza militare, compie ripetuti (e, talvolta, improvvisi) salti di barricata: pro e contro i nemici di Milano.

Questi cambi di casacca mettono ulteriormente sotto pressione Filippo Maria Visconti, già alle prese con l’andamento poco favorevole delle proprie azioni politiche e militari.

Forzato dalle circostanze, nel 1432 e nel 1438 il sovrano lombardo ratifica al capitano romagnolo il fidanzamento con la figlia legittimata Bianca Maria.

Sempre in questo periodo il duca gli concede anche il privilegio di fregiarsi del prestigioso cognome visconteo (da allora il condottiero si firma Francesco Sforza Visconti o Francescosforza Visconti).

Il matrimonio, invece, è più volte rimandato a causa delle guerre e delle reciproche diffidenze tra i due.

Soltanto nel 1441 Filippo Maria concede la mano della figlia a Francesco. Le nozze sono celebrate nella chiesa cremonese di San Sigismondo nell’ottobre di quell’anno.

La dote che tramite la moglie Bianca Maria perviene al condottiero è consistente: oltre a un ottimo piazzamento per la successione al trono milanese, il capitano ottiene il titolo di conte, il controllo di Cremona con il suo contado (eccetto le roccheforti di Castelleone e Pizzighettone) e del territorio pontremolese.

L’atto formale della consegna dell’abitato lunigianese e delle sue fortezze avviene il 24 novembre successivo, alla presenza del commissario sforzesco Giacomo Silvestri da Norcia.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 26 novembre 2021 – Aggiornato al 27 dicembre 2021