Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 26 novembre 2021 al 27 marzo 2022
A cura di Davide Tansini
“Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)”. A cura di Davide Tansini

Sforzesco avanti il Principato è il titolo tradizionale del fondo sotto cui l’Archivio di Stato di Milano raccoglie buona parte delle documentazioni prodotte dall’entourage di Francesco Sforza prima della sua proclamazione a duca milanese.

Con un’espressione similare si potrebbe parlare dello stato (meglio, della compagine di territori) soggetti al suo dominio fra gli anni ’20 e ’40 del XV secolo.

Fra questi rientrano il centro ravennate di Cotignola, da cui proviene la famiglia Attendolo, nonché Pontremoli e il Cremonese, che il condottiero controlla a partire dal 1441. Il casato Sforza mantiene la signoria su queste tre zone per tutto il resto del Quattrocento.

Più sporadiche sono le dominazioni sforzesche su alcuni feudi nel Regno di Napoli, come Bitonto o Manfredonia.

Il grosso delle terre si concentra però fra Abruzzo, Lazio, Umbria e, soprattutto, Marche: conquistato o acquisito fra il 1433 e il 1434 combattendo contro il pontefice Eugenio IV e i suoi alleati.

Per periodi più o meno brevi fra il quarto e il quinto decennio del Quattrocento il capitano sforzesco è padrone di Ascoli Piceno, Corinaldo, Fabriano, Jesi, Montolmo (oggi Corridonia), Montegranaro, Osimo, Tolentino, Ripatransone, San Severino Marche, Urbisaglia e di vari altri centri abitati. Inoltre, Ancona gli si riconosce tributaria.

Dal papa stesso il condottiero ottiene il vicariato di Gualdo Tadino, Rocca Respampani a Monte Romano, Todi e Tuscania per cinque anni; dietro il pagamento di un censo annuo, quelli di Acquapendente, Proceno e San Lorenzo Nuovo.

Il centro su cui s’impernia la signoria di Francesco Sforza nell’Italia centrale è Fermo, assegnatagli da Eugenio IV prima come vicariato censuale, poi come marchesato perpetuo.

Proprio nella rocca fermana del Girifalco nasce nel 1444 Galeazzo Maria, primo figlio di Francesco e di Bianca Maria Visconti.

Nel 1445 Alessandro Sforza, suo fratello, acquista la signoria di Pesaro da Galeazzo Malatesta.

Nel biennio successivo Francesco è costretto a subire una consistente offensiva sia contro i suoi domini padani sia contro quelli centroitalici.

Particolarmente sfortunate per il capitano sono le vicende in quest’ultima area, che vede le armate sforzesche costrette al ritiro.

Nel biennio 1446-1447 la perdita di Jesi e Fermo pone fine ai domini di Francesco Sforza nell’Italia centrale, obbligando il condottiero a concentrarsi sulla conquista del Ducato milanese.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 26 novembre 2021 – Aggiornato al 27 dicembre 2021