Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 26 novembre 2021 al 27 marzo 2022
A cura di Davide Tansini
“Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)”. A cura di Davide Tansini

Per un condottiero del XV secolo conquistare un castello non è impresa facile.

Occorre bloccare la fortificazione dislocandovi attorno una forza armata; impedire che gli assediati ricevano rinforzi ed effettuino sortite; talvolta procedere con un assalto dall’esito quasi sempre sanguinoso e mai certo.

Tutto ciò comporta un notevole impiego di tempo e di risorse: denaro, mezzi, uomini, prestigio.

Ogni giorno di blocco o di assedio costa: a volte, quindi, si decide di procedere con la più pratica ed economica corruzione del presidio e del suo comandante per ottenere la consegna del castello.

Nel dicembre 1448 Francesco Sforza incarica suo fratello Alessandro di attaccare e conquistare Parma, la cui Repubblica non intende sottomettersi al dominio sforzesco.

Pur strenuamente supportato dalle milizie dei Piccinino e dei loro capitani bracceschi, il capoluogo cade nel febbraio successivo e Alessandro ne diventa il governatore.

Numerosi presidi del contado, specie sulle colline e sulle montagne, continuano però a resistere per diversi mesi.

Particolarmente tenaci sono le guarnigioni di Gusaliggio nella Valmozzola e di Pellegrino Parmense, che rifiutano di arrendersi anche quando Francesco Sforza ha ormai conquistato Milano e ne è diventato duca.

Nell’aprile 1450 Alessandro decide di corrompere il castellano di Pellegrino, Rubino da Como, e di schierare un corpo di spedizione a Gusaliggio sotto il comando di Francesco da Bologna.

Rubino vuole duecentodieci ducati per consegnare il suo castello (oggi sarebbero qualche decina di migliaia di euro). In più, bisogna pagare i fanti stanziati nella Valmozzola.

A corto di contante, Alessandro รจ costretto a chiedere un prestito di cento ducati all’ebreo Salamone, con un interesse del ventun per cento, impegnando il Comune di Parma a ripagarlo con l’introito quadrimestrale proveniente dal locale dazio della macina.

Entrambe le operazioni finanziate a credito vanno a buon fine. Rispettivamente nel maggio e nell’agosto successivi i castelli di Gusaliggio e di Pellegrino sono presidiati da guarnigioni ducali.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 26 novembre 2021 – Aggiornato al 27 dicembre 2021