Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 26 novembre 2021 al 27 marzo 2022
A cura di Davide Tansini
“Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)”. A cura di Davide Tansini

Dagli anni ’20 del XV secolo la bassa Lunigiana è egemonizzata dal casato Fregoso.

Tommaso, doge di Genova, accetta la deposizione dalla carica e l’investitura della signoria di Sarzana nel 1421 poco prima che il duca di Milano Filippo Maria Visconti conquisti la Repubblica genovese.

Nel 1435, dopo la cacciata delle forze viscontee dal capoluogo ligure, Tommaso rientra in città, lasciando destituire il doge Isnardo Guarco e facendosi eleggere a quella stessa carica.

Deposto nuovamente nel 1442 e ritiratosi a vita privata, sei anni dopo l’ex doge vende la signoria sarzanese a un suo nipote, Giano.

Fra il 1447 e il 1450 prima lo stesso Giano, poi suo fratello Ludovico reggono contemporaneamente il dogato genovese e signoria di Sarzana, contando sull’appoggio di Spinetta Fregoso, capitano della Spezia e loro cugino, che dal 1448 controlla Carrara, Avenza e Moneta.

Oltre a Sarzana e alla limitrofa Sarzanello, i domini lunigianesi di Giano e di Ludovico Fregoso includono anche le località di Castelnuovo Magra, Falcinello, Madrignano e Santo Stefano di Magra.

Direttamente o tramite la Casa delle Compere e dei Banchi di San Giorgio, nell’area della Lunigiana (o prossima a questa) la Repubblica di Genova controlla La Spezia, Chiavari, Lerici, Arcola, Vezzano Ligure, Pietrasanta e il Porto di Motrone.

Giano è anche genero di Francesco Sforza, avendone sposato la figlia Drusiana nel 1447.

Sua madre Caterina Ordelaffi è delegata al governatorato di Sarzana, la cui signoria rimane condivisa tra lo stesso Giano (fino alla sua morte) e suo figlio Tommasino, che ricopre la carica di governatore di Corsica.

Ludovico, invece, è in rapporti d’intesa con la famiglia spezzina dei Biassa, che agevola l’influenza dei Fregoso sul golfo dei Poeti.

Un altro membro del casato fregosiano, Gian Galeazzo, è titolare della signoria di Ameglia fino al 1460, anno in cui vende il feudo con il suo porto a Francesco Sforza.

I lignaggi dei Malaspina sono fra i soggetti che soffrono maggiormente per l’espansione fregosiana: alla metà del XV secolo numerose questioni e frizioni rimangono irrisolte fra le due consorterie nobiliari.

Gli attriti si inaspriscono a partire dal 1447, quando il doge di Genova richiede a Spinetta Malaspina, marchese di Verrucola, di cedere Carrara alla Repubblica, perché sia consegnata in signoria al suo omonimo Fregoso, già in precedenza detentore di quel dominio apuano.

Sulle prime il nobile malaspiniano rifiuta ma alla fine, pressato dall’emissario del doge, si risolve a cedere il territorio carrarese nel 1448.

Nel 1449 i Fregoso avviano un’ambiziosa campagna di conquista ai danni dei Malaspina, aggredendo i domini dei marchesi di Lusuolo, Podenzana e Villafranca.

L’azione, supportata dal doge Ludovico, organizzata dalla madre Caterina Ordelaffi e condotta da Galeotto Fregoso, porta alle occupazioni di Aulla, Bastia, Giovagallo, Montedivalli, Monti, Podenzana, Ponzano, Riccò, Tresana e Virgoletta; il castello di Lusuolo, invece, è posto sotto assedio e conquistato l’anno seguente.

Ancor prima dell’attacco, presentendo la mala parata, i marchesi di Lusuolo Giacomo e Giovan Giorgio Malaspina stipulano un’accomandigia con Francesco Sforza.

Il nuovo legame con l’uomo forte della politica italiana non impedisce che quasi tutti i loro domini cadano nelle mani dei Fregoso: Ludovico finisce per considerare Aulla un feudo personale e Galeotto s’insedia stabilmente nel castello di Virgoletta.

Non portarono a risultati durevoli neppure i tentativi del marchese di Villafranca Fioramonte di riprendere alcune località del dominio avito.

Il 1450 vede i Malaspina portare il contrattacco nel cuore del dominio avversario, contribuendo a sobillare alcune liti esistenti fra gli abitanti di Sarzana e di Fosdinovo.

Questi ultimi si uniscono in lega con Carrara, Massa e altre comunità della bassa Lunigiana. I contendenti scendono in armi presso la località sarzanese di Segalara, dove il fronte di Fosdinovo e dei suoi alleati è sconfitto.

La vittoria di Sarzana avvantaggia i Fregoso, impensierendo ancor di più il Ducato di Milano e, soprattutto, la Repubblica Fiorentina riguardo alla stabilità politica della regione, che quell’anno deve sopportare anche un considerevole aumento dei traffici a causa del Giubileo.

A Genova, però, la situazione cambia radicalmente nello stesso 1450. Ludovico Fregoso è deposto dall’oligarchia genovese, scontenta dell’andamento non favorevole nella lotta contro gli avversari della Compagna Communis (soprattutto, i Catalani in Corsica e gli Ottomani sul mar Nero) e, probabilmente, dell’eccessivo coinvolgimento delle risorse della Repubblica nella campagna lunigianese contro i Malaspina.

La questione del dogato si risolve con l’elezione di un altro esponente del casato Fregoso: Pietro, capitano generale della Repubblica.

La battaglia di Segalara rappresenta l’apice del prestigio fregosiano, destinato a ridimensionarsi nel corso degli anni e degli eventi successivi.

L’andamento dei conflitti in Corsica e in Oriente non è favorevole alle forze genovesi mentre l’oligarchia della Dominante sente come una minaccia l’ascesa di Francesco Sforza.

Inoltre, nel 1454 il doge è costretto a stringere un patto con la famiglia Fieschi, grazie al quale le consegna de facto la supremazia su buona parte del Levante ligure.

Nel 1458, infine, Pietro Fregoso abdica, favorendo la dedizione di Genova al re di Francia Carlo VII di Valois, cui nel 1464 segue quella al duca Francesco Sforza.

Ludovico Fregoso e suo figlio Agostino mantengono il controllo di Sarzana per diversi anni, riuscendo a far elevare l’abitato al rango di città dal papa Paolo II e dall’imperatore Federico III rispettivamente nel 1465 e nel 1469.

Solo nel 1484 la vendita della città alla Casa delle Compre e dei Banchi di San Giorgio sancisce la fine della signoria dei Fregoso su Sarzana.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 26 novembre 2021 – Aggiornato al 27 dicembre 2021