Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 26 novembre 2021 al 27 marzo 2022
A cura di Davide Tansini
“Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)”. A cura di Davide Tansini

Pontremoli fa parte di quelle comunità che hanno dovuto subire la parziale distruzione della loro memoria storica: i documenti d’archivio.

Nel giugno 1495, durante il passaggio delle truppe del re di Francia Carlo VIII di Valois, i mercenari svizzeri al seguito del sovrano saccheggiano e appiccano il fuoco all’abitato pontremolese.

I danni sono ingenti: secondo le cronache, solo tre edifici si salvano dalla distruzione. Fra questi, il palazzo della famiglia Trincadini (o Tranchedini) nell’odierna via Ricci Armani, già abitazione di Nicodemo, illustre e influente consigliere nonché ambasciatore di Francesco Sforza.

Irreparabile è il guasto all’archivio della comunità: tutti i documenti conservativi vanno persi.

Il fatto è così doloroso e sentito che il consiglio comunale, dovendo iniziare a redigere nello stesso 1495 un nuovo registro per le proprie deliberazioni, lo intitola Primus Consiliorum Liber Post Incendium.

Qualche frammento della documentazione depositata nell’archivio quattrocentesco della comunità può essere però rintracciata.

È il caso del testo di un atto prodotto a seguito di un consiglio comunale e datato 3 maggio 1467. Il documento proviene da uno dei Libri Consiliorum oggi scomparsi ed è rogato dal notaio Ludovico «de Barborinis de Pontremulo».

Si tratta del mandato con cui la comunità di Pontremoli designa e invia alcuni rappresentanti a Milano per giurare fedeltà alla duchessa madre Bianca Maria Visconti e a suo figlio Galeazzo Maria Sforza, da poco divenuto duca.

L’atto è stilato in «in Palatio Communis in Salla Magna», dove i rappresentanti pontremolesi si riuniscono. La convocazione del consiglio è simile a quelle descritte nei verbali successivi all’incendio del 1495: «voce preconia et sono campane et tube, ut moris».

Oltre al commissario ducale «Ioannes de la Porta» di Novara, nel rogito del maggio 1467 sono citate varie famiglie della Pontremoli quattrocentesca: «Beghe», Bernardini, «de Belmesseris», «de Henreghinis», «Pelicia», «de Pellizzariis», «Pichi», «de Villanis».

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 26 novembre 2021 – Aggiornato al 27 dicembre 2021