Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)


Storia del Medioevo e del Rinascimento
Dal 26 novembre 2021 al 27 marzo 2022
A cura di Davide Tansini
“Pontremoli e il dominio degli Sforza (1441-1500)”. A cura di Davide Tansini

In qualsiasi epoca storica è frequente imbattersi in individui che “gufano” contro altri, confidando nella malasorte di questi ultimi per potersene avvantaggiare.

Accade tra la fine del 1494 e l’inizio del 1495 al varesotto Leone Tatti, castellano della fortezza di San Giorgio e capitano dell’arsenale della Spezia.

Il duca Ludovico il Moro in persona ripone fiducia nella sua «fidelità, virtute e vigilantia» di questo connestabile al servizio sforzesco.

Dal novembre 1494 Leone è affetto da «grave infirmità». Non si conosce la malattia che lo affligge ma la sua situazione è di certo seria, perché il comandante del Castelnuovo di Pontremoli, Giovanni Antonio Todesco da Iseo, comunica il fatto al sovrano milanese.

L’interesse dell’ufficiale non si limita alla normale sorveglianza e raccolta di informazioni che ogni castellano è chiamato a compiere sul territorio circostante al fortilizio di cui è custode.

Giovanni Antonio afferma candidamente di avere «la speranza» che alla morte o alla rimozione di Leone il duca riservi gli incarichi vacanti a lui stesso e a suo fratello Corrado.

Il motivo è la maggiore rimuneratività degli uffici spezzini: quattordici fiorini mensili (sette per la fortezza di San Giorgio e sette per l’arsenale) contro i tre del Castelnuovo pontremolese, stando a due istruzioni ducali datate rispettivamente 1477 e 1474 (oggi sarebbero diverse decine di migliaia di euro annue contro poche migliaia).

Leone Tatti muore prima del 25 gennaio 1495, innescando una competizione per accaparrarsi le sue cariche ora libere.

Giovanni Antonio e Corrado non sono gli unici a desiderare i due comandi spezzini. Loro concorrenti sono Pietro e Lorenzo Reghini (o Righini oppure Enreghini) di Pontremoli.

Già castellani della roccaforte di Biguglia in Corsica, sono identificabili con «alcuni pontremulesi» che nello stesso gennaio 1495, dopo la morte del connestabile varesotto, domandano a Ludovico il Moro la concessione degli uffici vacanti alla Spezia.

Sono proprio loro a spuntarla: il 10 febbraio successivo il duca di Milano assegna a Pietro e Lorenzo la castellania della fortezza di San Giorgio e il capitanato dell’arsenale.

© Davide Tansini: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 26 novembre 2021 – Aggiornato al 27 dicembre 2021