Erminio Tansini, Senza titolo, 1999, olio su tavola, 60x50 cm (particolare rielaborato)

Miraggi

L’evento

Dal 17 al 23 agosto 2019 la cittadina ligure di Levanto (Riviera di Levante) ospita la mostra di pittura, scultura e fotografia dal titolo Miraggi, dedicata all’artista Erminio Tansini.

L’evento è la seconda tappa della rassegna itinerante «Forme, materia, colore», che sta svolgendosi nel Nord Italia.

La curatela dell’esposizione è affidata a Davide: storico, figlio dell’artista stesso, per il padre ha curato anche i «Materia e Colore Open Days» (2010-2011, l’apertura al pubblico dello studio dell’artista), le monografie Tansini Erminio. Materia e colore (2008) e Erminio Tansini. Opere di materia e colore (2011), varie esposizioni personali in Liguria, Emilia-Romagna e Piemonte delle serie «Materia e colore» (2012-2015) e «Chimere» (2018-2019), nonché la rassegna itinerante di scenarizzazioni «Forme sfuggenti» in Italia, Svizzera e Francia (2018-2019).

Il percorso espositivo della mostra Miraggi è corredato da un apparato di didascalie e brevi testi critici in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e russo (i brani sono tratti da scritti di Tiziana Cordani, Dragana Kostić, Kevin McManus e Giorgio Segato).

Patrocinata dal Comune di Levanto, la mostra propone una selezione di dipinti a olio, di sculture in bronzo e di fotografie che intendono testimoniare in toto il panorama creativo dell’autore.

I dipinti

Informale, luce, forma, materia e colore: sono le parole chiave per interpretare i dipinti esposti nell’evento Miraggi, che presenta un campione scelto fra la produzione tansiniana degli ultimi due decenni.

Dalla metà degli Anni ’90 Tansini ha rivolto la propria ricerca pittorica verso l’informalismo, giungendo a realizzazioni slegate dalla pura riconoscibilità delle forme e basate sull’espressività del rapporto materia-colore.

Luci e ombre degli impasti pittorici: corpi densi immersi in ampie campiture, oppure distese tormentate e magmi ribollenti, quasi paesaggi primordiali.

In queste opere la prima occhiata sembra riconoscere forme note; invece, l’osservazione più approfondita scopre sequenze, ritmi e sovrapposizioni spesso inattese, che divengono tanto più significative quanto più l’osservatore si sente coinvolto.

Nei dipinti tansiniani (realizzati prevalentemente a olio su tela o su tavola) fondamentale è l’uso della componente luminosa: una luce che è energia e ritmo vitale, cercata, plasmata fin dalla sua sorgente per essere alla fine incastonata sulla superficie delle opere.

Le sculture

La mostra Miraggi propone fotografie che raffigurano le sculture di Erminio Tansini.

L’artista si dedica alla scultura dall’inizio degli Anni ’90 utilizzando in particolare il bronzo e il legno.

Gran parte dei materiali lignei che Erminio Tansini utilizza proviene dall’Appennino settentrionale (soprattutto Cinque Terre, Valtrebbia, Valtaro e Lunigiana).

La produzione delle opere risale anche a un quarto di secolo fa; però, la prima esposizione delle statue lignee di Tansini è soltanto del 2017, avvenuta con la sua partecipazione alla 57a Biennale di Venezia.

Le sculture tansiniane (sia in bronzo sia in legno) presentano linee sinuose, frastagliate o aggrovigliate; corpi lievi o al contrario massicci e imponenti; comunque, sempre impostati su tensioni e dinamismi ben percepibili.

Queste creazioni offrono numerosi spunti legati alla pareidolia: la capacità di riconoscere forme note in profili apparentemente casuali.

Il tema del recupero e della rigenerazione è un altro degli aspetti che caratterizzano le opere lignee di Tansini.

Il legno che le compone non proviene dall’abbattimento di alberi vivi: invece, è quello trascinato dalle frane, trasportato dalle correnti, levigato dall’acqua e dalle rocce.

L’artista lo individua e lo recupera sui greti dei torrenti montani e sulle spiagge marine; poi, lo rigenera e lo assembla, conservando quanto più possibile l’inimitabile naturalità che lo contraddistingue.

Queste produzioni lignee divengono anche i modelli per le successive fusioni in bronzo, effettuate con il procedimento della cera persa.

Le fotografie

Le fotografie proposte nell’esposizione monterossina sono state scattate sui sets della serie itinerante «Forme sfuggenti», attiva dal gennaio 2018 in Italia, Svizzera e Francia.

Svoltasi finora in trentasei tappe, la rassegna ha toccato l’Emilia-Romagna, la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, la Toscana, il Ticino e la Costa Azzurra.

Durante gli eventi di «Forme sfuggenti» le sculture tansiniane sono scenarizzate in luoghi quali castelli, scogliere, siti archeologici, corsi e specchi d’acqua, radure boschive e paesaggi rupestri.

Proprio come le statue lignee di Tansini, anche la rassegna itinerante è caratterizzata dal tema della rigenerazione. Le ambientazioni dei sets fotografici non sono per la maggior parte adatte o utilizzate per eventi espositivi di tipo tradizionale: «Forme sfuggenti» le ricupera allo spazio artistico.

In questi allestimenti le architetture e i paesaggi delle locations si combinano visivamente con le sculture scenarizzate: le inquadrature creano così inusuali percezioni sia delle opere sia degli scenari, fissate attraverso l’obiettivo della macchina fotografica.

I livelli di fruizione divengono molteplici: dall’iniziale approccio pareidolitico alle sole sculture l’osservatore è condotto in uno scenario emozionale più ampio, articolato e sempre cangiante.

Le immagini scattate sui sets di «Forme sfuggenti» sono state esposte nelle mostre Percorsi d’impressioni (Vernazza, luglio-agosto 2018), Percezioni inattese (Porto Venere, settembre 2018), Concrete illusioni (Piacenza, maggio-giugno 2019) e Mutevoli apparenze (Monterosso al Mare, luglio 2019).

Info

Luogo:
Levanto (La Spezia, Liguria – Riviera di Levante, Italia), Palazzo del Comune (Piazza Cavour)

Date:
dal 17 al 23 agosto 2019

Orari:
18-23

Ingresso:
libero

Accessibilità:
percorso effettuabile anche da persone con disabilità motorie

Ente patrocinante:
Comune di Levanto

Telefono (Tansini):
349 2203693

© «In arce»: tutti i diritti riservati – Pubblicato il 7 agosto 2019 – Aggiornato al 7 agosto 2019

Erminio Tansini, Senza titolo, 1999, olio su tavola, 60x50 cm (particolare rielaborato)